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Addio al grande pointilliste

ALESSANDRO MENDINI

Si spegne ad 87 anni l'eclettico artista milanese

Mendini, classe 1931, è  figlio della sua amata Milano dove si laureerà nel ’59. Designer, Architetto , Artista eclettico e ispirato. Il tratto policromatico e visionario è da subito fortemente legato al Pointillisme, movimento artistico sorto in Francia nell’ultimo ventennio del sec. XIX, basato su una tecnica pittorica che applicava i colori sulla tela in minuscole macchie di colori puri, con pennellate separate, in forma di punti, che, osservati a distanza, ricomponevano l’unità dei toni ( Puntinismo o Divisionismo, in Italia ).  Lo fa suo, staccandolo dalla tela e proiettandolo sugli oggetti  che ” tratto come fossero esseri umani . Li faccio sorridere”.

Già nel 1976, quando Mendini aveva iniziato a pensare alla realizzazione di un “tessuto Proust”, era solleticato da impressionismo, divisionismo e puntinismo, legati allo scrittore francese. Due anni dopo, durante un viaggio in Veneto, troverà una poltrona in stile settecentesco: un finto in stile, la cui struttura è decorata a mano a pennello in colori acrilici, assieme al tessuto, con una texture ripresa da alcuni particolari dei quadri di Paul Signac (1863-1935). Nasce il suo primo oggetto iconico: la poltrona Proust. Questa segno, firma riconoscibile e identitaria di Mendini, scorrerà come linfa essenziale in tutte le sue più grandi creazioni come Proust Glass ( 1991) o Lots of Dots (1992) creata per Swatch.

Arriviamo a grandi passi nel luglio dell’anno scorso. Mendini collabora con la Ceramica Francesco De Maio, dalle cui manifatture, alle porte della splendida Costiera Amalfitana, nascono le pregiate maioliche vanto dell’hand-made italiano.  Documenti dell’archivio storico testimoniano che già nel ‘400 esistevano a Vietri sul Mare tre famiglie importanti per queste lavorazioni di oggetti e maioliche. Attraverso i secoli e tramandando di padre in figlio questa tradizione, si arriva così al 1942 a collaborazioni con gli artisti della scuola tedesca , poi con Giovannino Carrano, con i fratelli Vincenzo e Salvatore Procida, con Guido Gambone ed infine collabora con Giò Ponti, la cui collezione “BluPonti” è disponibile in un corner dedicato presso il nostro show room di Via Maestri Campionesi, 20 a Milano. La collaborazione con il compianto architetto Milanese, dunque, arriva a coronamento di una lunga e ricca storia di ceramica, di passioni per il decoro, di cultura , di amore per il fatto a mano. Storia, anche, di una famiglia che continua quest’antica tradizione, reinterpretano la memoria storica innovando e ridisegnando le collezioni secondo nuovi gusti e tendenze per creare e promuovere la bellezza delle piastrelle fatte a mano.

Questo Grand Pas de deux, porta alla ribalta una parete di maioliche invasa da 25.590 minuscole pennellate a forma di puntini, in una sorta di nebulosa colorata dalle infinite valenze semantiche e simboliche dell’isola azzurra. L’opera d’arte, ideata appunto dall’architetto Alessandro Mendini e realizzata dalla Ceramica di Vietri Francesco De Maio, rivisita in stile mendiniano il pavimento della Chiesa di San Michele di Anacapri e sarà esposta nel nuovo Museo Casa Rossa di Anacapri. Il pannello, dalle dimensioni 280x240cm con maioliche 20x20cm della Ceramica Francesco De Maio decorate a mano ed ispirate al puntinismo, ovviamente coloratissimo, “alla Mendini”, impreziosirà la terza edizione del Festival del Paesaggio di Capri curata da Arianna Rosica e Gianluca Riccio in agenda dal 27 luglio al 20 ottobre. Attrazione della kermesse che, attraverso le mostre Renato Mambor / Anacapri 2018 e Postcards, proporrà nuove riflessioni sul tema del paesaggio osservato e analizzato da inediti punti di vista, sarà proprio il progetto speciale “Pointillisme” di Alessandro Mendini appositamente realizzato per il Museo della Casa Rossa di Anacapri. E così, nel vernissage previsto per venerdì 27 luglio alle ore 19, la poetica del grande artista di origine milanese regalerà un’ulteriore apertura ai linguaggi del contemporaneo nel solco della tradizione valorizzando, al tempo stesso, gli spazi e le architetture preesistenti sul territorio.

Da questa matrice nasce la Collezione Puntini

Dirà lo stesso Mendini “La tradizione della ceramica di Vietri è sempre stata nella mia mente: i materiali, le pennellate, i colori mediterranei. Ceramica Francesco De Maio mi ha offerto la fortunata possibilità di realizzare io stesso una collezione. L’occasione è data da una parete che dovevo preparare per il museo della Casa Rossa di Anacapri. Una parete fatta di piastrelle policrome tutte uguali, ricoperte di infinite piccole pennellate, una miriade di puntini. Ecco allora nata sotto forma d’arte la matrice “puntinista” della mia collezione per Francesco De Maio.
Un sistema di Puntini, ora piccoli, ora grandi e isolati, ora allineati in verticale o in diagonale, al fine di ripercorrere quel sistema complesso che genera da tanti anni lo stile di Vietri, con le sue rare armonie”

La perdita di un professionista ed artista di questa caratura lascia tutti attoniti e dispiaciuti: ci consola la vitalità del suo studio milanese che continua la sua opera.

Il corner Francesco De Maio vi aspetta presso il nostro show room Bhc Milano